I monumenti romani da vedere

I principali monumenti di epoca romana in Friuli Venezia Giulia.

Teatro Romano (Trieste)

Il Teatro Romano di Trieste è una delle testimonianze più suggestive dell’antica Tergeste romana. Portato alla luce negli anni Trenta del secolo scorso, mostra la cavea che si appoggia al pendio del Colle di San Giusto, sfruttando la quale è stato costruito secondo l’uso greco. Risale al I-II sec. d.C. e poteva ospitare fino a 3.500 spettatori, anche se altre fonti parlano ne potesse contenere anche 6mila. Con il passare dei secoli il Teatro Romano fu devastato insieme agli altri edifici pubblici e venne finì sepolto da altre costruzioni.

Arco di Riccardo (Trieste)

Ornato da lesene sui pilastri e da un motivo vegetale nel sottarco, è comunemente considerato una delle porte delle antiche mura romane, fatte costruire da Augusto nel 33 a.C.. Secondo ricerche più recenti però potrebbe trattarsi dell’ingresso al contiguo santuario della Magna Mater. Risale alla metà del I sec. d.C.

Terme Romane (Monfalcone)

Andate distrutte ad opera di Attila e degli Unni nel IV secolo, le Terme Romane di Monfalcone furono riscoperte solo nel periodo rinascimentale, precisamente nel 1433, quando le acque vennero raccolte in una grande cisterna e il loro uso proseguì ininterrottamente fino al 1799. Ma è solo recentemente che sono state completamente recuperate e tornate in funzione. Attualmente è ancora possibile vedere alcuni resti delle antiche terme romane.

Villa Romana (Ronchi dei Legionari)

Si tratta di una villa rustica di età romana edificata in più fasi tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C. e poi distrutta in un incendio. Ne è stata scavata solo una parte, perchè l’altra ricade nello spazio di competenza del vicino aeroporto. Durante la visita è possibile apprezzare le varie parti della villa e i suoi mosaici, che sono stati restaurati e dotati di copertura protettiva.

Foro Romano (Aquileia)

Il Foro Romano di Aquileia è oggi diviso dalla strada regionale 352. La grande piazza lastricata è la prima cosa che si nota arrivando ad Aquileia. Rappresentava il cuore amministrativo e religioso della città ed era presente già dalla metà del II secolo a.C. Il foro è costituito da una piazza di forma allungata ed è costeggiato sui lati lunghi da un portico colonnato con capitelli.

Il Foro Romano di Aquileia

Porto di Natissa (Aquileia)

La cosiddetta Via Sacra ricalca il greto del fiume Natissa, che bagnava Aquileia e che ne aveva consentito lo sviluppo di un importante porto. Oggi è visibile per circa 400 metri una delle due banchine, in blocchi di pietra d’Istria. Sul retro i resti dei magazzini e le vie lastricate che vanno verso il Foro e le aree di mercato.

Foro Romano (Zuglio)

Il Foro romano è stato il primo sito archeologico portato in luce a Zuglio (Iulium Carnicum) durante la campagna di scavi ed attualmente visibile. Rappresentava il principale luogo d’incontro e dove si svolgevano le attività commerciali, politiche e religiose. Costruito verosimilmente in età augustea, ha avuto due fasi di sviluppo per arrivare alla forma in cui oggi lo osserviamo.

Epigrafi sulla Via Iulia Augusta (Monte Croce Carnico)

Il passo di Monte Croce Carnico acquisì con il tempo sempre più importanza, grazie anche alla presenta di Iulium Carnicum (Zuglio), principale centro romano della Carnia, consentendo di collegare Aquileia con il Norico grazie alla Via Iulia Augusta. Dell’importanza di questo tratto di strada e delle modifiche che subì negli anni già in epoca romana ne sono testimonianza due epigrafi, facilmente identificabili ancora oggi. La prima si trova a pochi metri dal valico, nella stradina che porta a Collinetta ed è l’epigrafe più antica. La seconda, invece, risalendo il passo, in prossimità di una casermetta militare, indica la via nova, che era stata sistemata successivamente.

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