Aquileia

Dalla nascita alla decadenza di Aquileia in epoca romana.

Aquileia in epoca romana era una città molto grande, che contava probabilmente oltre 200.000 abitanti e si estendeva da Palmanova a Grado tra caseggiati e baracche, un po’ come le moderne metropoli. Una posizione privilegiata quella di Aquileia, vicino al mare, ma riparata, in un’area pianeggiante, punto d’incontro tra varie popolazione. Fu questo a permetterne un rapido sviluppo. La costruzione di un’importante porto sul fiume Natissa e lo snodo delle più importanti strade dell’epoca, la via Postumia, la via Annia, la via Gemina e la via Iulia Augusta, contribuirono al successo di questo centro diventato la capitale della Regio X Venetia e Histria.

Nel 90 a.C. Aquileia ottenne lo status di Municipium. Venne riconosciuta la cittadinanza e il diritto romano, ma anche l’autonomia locale con leggi proprie a salvaguardia della lingua e della cultura locale. Durante le invasioni barbariche la popolazione fuggì. Alcuni si rifugiarono sulle isole della laguna di Grado, altri verso il Veneto. Tuttavia la città non crollò mai definitivamente e diventò uno degli assi della chiesa paleo-cristiana.

Cosa resta di Aquileia romana.

Della città romana, dalla dislocazione sugli assi della centuria, rimangono la zona portuale e le grandi strutture pubbliche dei Templi e del Foro. I reperti sono sparsi un po’ ovunque ad Aquileia, così come i resti delle mura e la necropoli.

Il Foro Romano, che risale al II sec. d.C., si trova all’incrocio tra il cardo della Via Iulia Augusta e il decumano della Via Gemina. Fu scoperto nel 1934, con la sua piazza, la basilica civile, le botteghe e i lunghi porticati ricoperti di marmo e statue. Oggi sono visibili una parte del colonnato e dei portici e i pavimenti della basilica civile, cioè il tribunale romano, e della piazza. Ai lati della piazza si trovavano le tabernae, le botteghe romane, mentre a nord c’era il Comitium (municipio) e il Macellum (mercato).

Il sepolcreto romano di Aquileia è l’unico ritrovato in zona. Si tratta di una necropoli usata dal I al IV secolo, con cinque recinti che appartenevano ad altrettante famiglie, con are, sarcofagi, iscrizioni e statue. La maggior parte dei reperti sono conservati, però, al Museo Archeologico di Aquileia. L’antico porto fluviale sul fiume Natissa, infine, risale al I secolo. Il corso d’acqua oggi è poco più che un rivolo, ma all’epoca era largo 48 metri ed era costeggiato da due file di banchine. Ne è visibile solo una, l’altro è stata interrata.

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